Home dicembre 2011

Siamo quindi particolarmente lieti, dopo alcuni anni di silenzio, di riproporre la nostra Associazione al mondo della rete, proprio in concomitanza con i festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia.

In un momento in cui alla crisi del nostro sistema politico si somma una crisi economica e sociale di livello globale, di una cosa siamo certi: la difesa delle posizioni, da parte sia dei magistrati che degli amministrativi o degli avvocati, sicuramente non aiuta il cittadino, l'utente che si rivolge alla giustizia per avere una risposta; per avere, in un contesto umano e non divino, quella "Giustizia" i cui contenuti sono già previsti in modo chiaro e inequivocabile dalla nostra Costituzione e dai trattati internazionali.

Siamo arrivati all'assurda finzione di promulgare una legge che, per evitarci le continue brutte figure nazionali di fronte alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, dovrebbe garantire all'utente della giustizia un risarcimento per i ritardi del nostro sistema giudiziario, ma di fatto ingolfa ancora di più i nostri uffici; in un vortice di carte, ricorsi, controricorsi, appelli e controlli incrociati, in una assurda ricerca e definizione delle responsabilità, che ci allontana sempre di più dalla società civile, abbiamo creato un sistema perverso che ci sta portando all'annullamento più completo.

Autonomia, indipendenza, professionalità, considerazione, credibilità, sono elementi che non vengono trasfusi da un potere divino, e tanto meno dal Governo o dal potere legislativo, ma possono esserci riconosciuti solo da quelli che ogni giorno entrano nei nostri uffici per avere risposta alla loro "istanza di giustizia".

Riteniamo quindi che tutti quelli che operano negli Uffici giudiziari debbano lavorare insieme per tornare ad essere credibili agli occhi del singolo cittadino, per rompere quel circolo vizioso che dipinge l'avvocato interessato solo ad aumentare la parcella, il magistrato teso ad apparire in prima pagina, il cancelliere preoccupato di riscuotere lo stipendio con il minor dispendio di energie.

Pur riconoscendo che ciascuno, magistrato, avvocato o amministrativo, è soggetto politico, sentiamo dunque oggi la necessità di rivolgere ai magistrati, singolarmente e in forma associata, agli avvocati, singolarmente e in forma associata, come pure a tutti i dipendenti dell'Amministrazione giudiziaria, singolarmente e attraverso i sindacati che li rappresentano, l'invito ad un comportamento che rassicuri gli italiani sul fatto di poter contare su una Giustizia davvero autonoma, indipendente, e consapevole del proprio ruolo istituzionale che, al di là dei facili riferimenti all'efficientismo, sappia soprattutto tener conto del fattore umano.

L'esigenza di libertà di ciascuno credo non giustifichi la corsa verso l'autodistruzione a cui oggi sembra votata la Giustizia italiana; un attimo di riflessione forse ci potrà aiutare.

La nostra Associazione, festeggiando i 150 anni dell'unità d'Italia, esprime pertanto il proprio augurio affinché questo sia l'anno del "risorgimento" della Giustizia italiana.